mercoledì 14 settembre 2011



Finanziaria lacrime e sangue? Piombo e CS agli incazzati

http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/NLW_1_animali.htm

Estate 1789
Si narra che la povera Maria Antonietta mossa a compassione del popolo francese si lasciasse scappare un
: “- Se il popolo ha fame dategli brioches.”-
Ma i suoi sudditi non erano avvezzi a simili leccornie e questo suo atto di bontà , purtroppo, le costò un po’ caro, facendole perdere la sua coronata testa, ma insegnando ai futuri governati che si fossero trovati nelle stesse condizioni , di non lasciarsi andare in lacrimucce bensì a dispensare i propri cittadini in vena di rivolta, di beni di prima necessità ben più sostanziosi di una brioches, come proiettili di piombo e poi più civilmente gas lacrimogeni e asfissianti, proiettili di gomma, armi elettriche, cannoni ad altre diavolerie del genere

Estate 2011

Grande scalpore hanno fatto le dichiarazioni di rappresentanti di poliziotti relativamente alle critiche alla manovra finanziaria e la denuncia sulla pericolosità dei nuovi lacrimogeni al gas CS .
Fa sorridere l’idea che la minaccia di lanciarli dentro al parlamento la facciano coloro che sistematicamente e in maniera “industriale” li utilizzano contro piccole o grandi folle di manifestanti come è successo nei giorni di Genova dieci anni fa quando si giunse a consumarne nel solo giorno della morte di Carlo Giuliani , il 20 luglio 2001 l’intero quantitativo stoccato in città a disposizione di polizia e carabinieri, e si dovette ricorrere ad un biturboelica G-222 dell’Aeronautica inviato da Genova nella Capitale a fare la scorta nottetempo di quegli “artifizi” che fecero così bella figura nell’assalto al corteo delle associazioni e dei movimenti internazionali, il sabato 21 luglio a Piazzale Kenendy, nel lungomare e nelle strade circostanti e che vide l’accanimento dei Robocop contro donne e anziani pensionati.

Se i giorni di Genova sembrano lontani , a smentirlo sono invece le misure eccezionali che il governo ha preso, quasi senza che nessuno se ne rendesse conto, nei primi giorni di quest’estate quando si preparava la prima parte della manovra finanziaria del governo.
In vista delle possibili tensioni e proteste che potrebbero in autunno degenerare in moti di piazza rilevanti, si è corso ai ripari e così, mentre si tagliavano milioni di euro per ogni comune sui finanziamenti statali, si faceva acquisto a man bassa di “pane appropriato” per i denti di futuri ribelli , facinorosi ed esagitati con voglia di emulare le piazze greche o ancor peggio quelle arabe.

Ma, se la formica della favola del francese la Fontaine aveva tutto il diritto di riempire le dispense per premunirsi per un inverno rigido, il nostro ministero dell’Interno chiamato anch’esso a far la sua parte in sacrifici, come poteva giustificare da un lato una frettolosa spesa consistente in “aiuti umanitari” per dimostranti incazzati contro politici e banchieri e contemporaneamente nascondere questo acquisto a qualche ficcanaso amico dell’opposizione?
Ebbene , nella Capitale come recita la canzone di de Andrè alligna il genio del Male … e così il 4 giugno 2011 dal Ministero dell’Interno veniva emesso un bando di gara ristretto con procedura accelerata nella quale si disponeva l’acquisto per licitazione privata campionata e non in ambito UE\WTO , di una serie di lotti di materiale atto a ridurre alla ragione un intero esercito di rivoltosi , come se i ribelli libici avessero deciso di liberare l’Italia da Berlusconi.

Parliamo del Bando 2011/S 107-175819 e dell’acquisto urgente entro il 30 giugno di ben 3000 bombe lacrimogene al gas CS da lanciare a mano, 4000 cartucce da 40 mm fumogene da addestramento, (necessarie per addestrare senza intossicare troppo gli agenti nelle lezioni antiguerriglia nei poligoni di Stato , visto le proteste montanti anche tra i celerini che si vedono ogni giorno comandati ad intervenire con il CS) , ma pezzo forte di questo bando sono i 3milioni e 200mila proiettili 9 parabellum per fucili e mitragliette e gli 800mila proiettili 9x19 NATO no-tox .(si tratta di proiettili in cui l’anima di piombo è sostituita da altro tipo di metallo , essendo il piombo sin qui usato un materiale che se disperso nel terreno può generare fenomeni di inquinamento ambientale ma anche se presente in schegge o intero in parti vitali e non possibile da rimuovere può provocare avvelenamenti anche mortali del sangue.
Il totale di questo acquisto in lacrimogeni e proiettili mortali superando i 4 milioni di pezzi ,assicura una equa distribuzione alla popolazione italiana , quella più povera seconde le statistiche o a rischio di povertà, di un proiettile a testa alla modica cifra totale di circa un Milione di Euro,
Ma, come fare a non far scattare le proteste dei soliti pacifisti ficcanaso o qualche parlamentare dell’opposizione meno distratto, per una procedura di acquisto di materiale scottante in tempi così brevi e coincidenti con le manovre finanziarie lacrime e sangue in arrivo?
Ebbene il genio del Male che annida nella Capitale cosa si inventa?
“-Mettiamo in questo bando di gara anche un bel lotto di cinture per divise maschile e femminili 15.000 per uomini e 2200 per donne per la modica spesa di 600mila euro e ,alla voce giustificazione della procedura accelerata, ci scriviamo :”Giustificazione della procedura accelerata:Soddisfacimento urgenti ed indifferibili esigenze logistiche stante i tempi stabiliti per le vestizioni estive ed invernali per il personale della Polizia di Stato”-
Un urgenza che comprendiamo: mica vogliamo che i nostri operatori dell’ordine pubblico, quest’autunno, dinanzi ai NOTAV , I COBAS e i blackblok si trovino con le cosiddette mutande in mano, senza cinture per i pantaloni e senza lacrimogeni e proiettili per fucili e pistole?

Antonio Camuso

Osservatorio sui Balcani di Brindisi

15 settembre 2011



domenica 11 settembre 2011




Controcorrente: l’11 settembre frutto di stupidità, lobby e deregulation traffico aereo









Replico, a 10 anni di distanza, quanto pubblicai sul Manifesto andando controcorrente a chi fa di quel giorno un grande complotto.
1)Quanto riporto erano dati che nelle stese ore che andava in scena l’attacco alle torri , li stavo trascrivendo per preparare un documento sullo scudo missilistico da presentare in un controconvegno che pochi giorni dopo era in programma a Napoli. Quanto stavo vedendo in tv era stato previsto da rapporti consegnati al congresso ma rifiutati per le pressioni delle lobby dello scudo spaziale.
2) Per capire come funziona il traffico aereo e come era gestito in quella zona degli Stati Uniti bisogna conoscerlo da dentro sinceramente 35 anni di esperienza nel campo penso che contino… Quel caos che c’era nei cieli in quei giorni era frutto da due componenti: a) la deregulation e smantellamente della fortissima lobby dei controllori “ storici” del traffico aereo americano era avvenuta a colpi di licenziamenti, tagli ristrutturazioni nonostante un durissimo sciopero durato mesi nell’era di Ronald Regan e poi portata a termine daBush Padre. Come mai tutto ciò? Le pressioni delle compagnie aeree ed in particolare quelle che volevano dare l’assalto ai colossi del traffico aereo storici , togliendo monopoli e liberalizzando i costi dei biglietti abbassando anche i livelli di sicurezza era stata fortemente supportata daRegan e BUSH padre e di fatto aveva imposto alla stessa aeronautica militare american di non rompere troppo le scatole se non veniva avvisata di spostamenti di piani di volo, rotte, clearence, ecc. praticamente il sistema ridondante tra controllo traffico aereo civile e quello militare in quei giorni ma già da molto tempo faceva acqua.
3) Vi faccio un esempio di cui io sono stato diretto testimone 10 anni prima quando la linea Bush su questo fronte aveva vinto . Mi trovavo in visita a NY nei giorni del rientro in patria dei primi contingenti dei soldati USA dalla Guerra del Golfo. Come turista veniva offerto a tutti di poter svolazzare con elicotteri tra le Torri e i grattacieli ad un prezzo di circa 100 se in comitive da 4-6 persone o invece per circa 350-500 dollari , se munito di un tesserino di abilitazione al volo di poter noleggiare un elicottero per un volo a vista tra i grattacieli di Manhattan. Con un modico costo come vedete chiunque avrebbe potuto fare un macello.
4) Non ci credete? Ebbene andati a vedere i resoconti di un incidente aereo accaduto poco tempo fa dove due velivoli leggeri da turismo si sono scontrati a poca distanza da Ground Zero per problematiche relative al coordinamento del volo di aerei o elicotteri leggeri da turismo che costituiscono una fortissima lobby
5) Naturalmente in una vicenda enormemente complessa come un attacco simultaneo vi sono aspeti controversi, responsabilità incrociat ma …credetemi la stupidità è fonte spesso dei peggiori disastri
6) Il documento articolo di cui vi parlo è pubblicato su
http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/torri_oss.htm

Febbraio 2000 ,dinanzi al Senato americano compaiono i responsabili dei servizi segreti USA che, oltre alle consuetudinarie relazioni consuntive delle proprie “Agenzie”, si devono pronunciare sull’attualità del rapporto Rumsfeld, che caldeggia per lo scudo stellare.
Lobbies e gruppi trasversali di pressione elettorale stanno utilizzando tutto il loro peso affinchè determinate scelte in questo campo vengano prese , anche se comporteranno un enorme dispendio di risorse pubbliche.
La campagna elettorale è praticamente iniziata e a novembre a pesare, elettoralmente , ci saranno anche i potenti complessi industriali degli armamenti.
Il capo della CIA, George Tenet ed i suoi subordinati hanno già deciso da che parte stare e consegnano alla commissione senatoriale sull’Intelligence il documento:” La minaccia globale del 2000 e la realtà della sicurezza nazionale. E’ un documento pessimistico , che appoggiando il rapporto Rumsfeld, avvalora il rischio quasi imminente che gli USA vengano colpiti innanzitutto da attacchi missilistici da parte dei cosiddetti Stati canaglia: Iraq, Iran, Corea del nord, ecc.
Subito dopo è la volta del generale Hughes, capo della potente Defence Intelligence Agency, che in sintonia del suo omologo Tenet , caldeggia la costruzione dell’imponente e costosissimo sistema di scudo missilistico, per difendersi dagli attuali 30 Stati dotati di capacità balistiche e poco “amici “ degli USA.
Tocca al responsabile dell’Intelligence americana per i programmi strategici e nucleari , Robert Walpole a parlare ed il suo rapporto gela gli entusiasmi “missilistici” della commissione senatoriale:-…”noi pensiamo che ,nei prossimi anni, il territorio degli USA potrebbe subire un aggressione con armi di distruzione di massa e/o convenzionali, utilizzando sistemi NON MISSILISTICI, (probabilmente da entità non statali- cellule terroristiche), piuttosto che da attacchi convenzionali missilistici….Tali mezzi potrebbero essere utilizzati senza attribuzione di responsabilità (rivendicazione)…”
L’elenco di tali mezzi , assolutamente civili, in questo rapporto, è particolareggiato e va dai battelli off-shore agli elicotteri senza pilota che si usano negli USA per l’agricoltura.
Ma è su due punti che si accentra l’attenzione di Warpole e sono gli 800.000 aeromobili che atterrano negli aeroporti americani, con i loro 400 milioni di passeggeri , allo stato attuale in gran parte incontrollabili, i 9 milioni di mercantili portacontainer che ogni anno attraccano nei porti statunitensi che potrebbero contenere ordigni nucleari o NBC che, anche tramite un cellulare , si potrebbero far detonare una volta attraccati.
E’ un insieme di vulnerabilità derivanti principalmente dalla caratteristica di apertura della società americana e veicolo per l’affermazione dei meccanismi della Globalizzazione.
Per un momento serpeggia il panico tra i membri della commissione senatoriale ed in particolare quelli che facevano parte della commissione “bipartisan” Rumsfeld.
Accettare queste tesi significherebbe bloccare gli immensi investimenti nella costruzione dello scudo missilistico e spostare le relative somme dai settori convenzionali degli armamenti a quelli della sicurezza interna, aumentando vincoli alla circolazione di passeggeri, mezzi, merci, ecc. con il mondo esterno, ma anche tra gli stessi States con possibili contraccolpi sull’Economia portante della Globalizzazione.
La Commissione, come ammetterà a parte un membro di essa, decide di non prendere in considerazione questo rapporto, come anche di cestinare i documenti prodotti dal National Intelligence Council ( identificati come NIE: National Intelligence Estimates ) che parlano di minacce provenienti dal naviglio commerciale , come anche quelli del troppo “pacifista”Carnegie non –proliferation Project.
La stessa commissione si schiera per lo Scudo, pur rinviando l’aumento da 7000 miliardi di lire a 9000 miliardi per il 2001 ,per la sperimentazione dello stesso, a dopo l’elezione del Presidente, a novembre 2000.
E’ la vittoria di Donald Rumsfeld, ex deputato repubblicano, ex ambasciatore degli USA presso la NATO, titolare del Pentagono dal 75 al 77 sotto la presidenza Ford, 68 anni, fervente propugnatore dello scudo stellare e presidente della omonima commissione che dal 98 in poi ha spinto prima Clinton e poi Bush jr sul dispiegamento dello SCUDO..
L’apporto elettorale che è venuto da queste scelte lo ha portato poi ad essere nominato da Bush, segretario alla Difesa, ovvero ministro della Guerra.
Ma è anche la vittoria di chi sta preparando nell’ombra l’attacco alla superpotenza.
L’allentamento della guardia, in questi due anni, permetterà ai terroristi di infiltrarsi nel territorio USA, addestrandosi a pilotare aerei civili, addirittura presso scuole di volo americane e colpendo così facilmente il Gigante americano.
Antonio Camuso
Osservatorio sui Balcani di Brindisi
Manifesto 11 sett 2001

Note a piè pagina e approfondimenti aggiunti 11 sett2011




Bari 9 settembre 1943-9 settembre 2011



Ricordando lo scugnizzoMichele Romito, il generale Bellomo e il popolo di Bari che armi in pogno si liberarono dai tedeschi







Il report di Antonio Camuso , dell’Archivio Storico Benedetto Petrone, presente come socio nella delegazione ANPI di Brindisi:

Abbiamo partecipato con un misto di curiosità, emozione e…anche un po’ di invidia per come quella parte della città di Bari si presentava splendidamente all’occhio del visitatore.
Il luogo dove è stata posta quella “pietra d’inciampo”(praticamente una lastra incisa e messa sul lastricato del camminamento sulle mura del cosiddetto Muraglione che in quel punto è a difesa della Basilica di San Nicola) rappresentava già in sé stesso un luogo di incontro-scontro tra mondi spesso conflittuali da qualche millennio come recitava una targa apposta al muro del “fortino” dove si è svolta la seconda parte dell’iniziativa:
“-…quel dì della liberazione della nostra città dall’assedio dell’armata saracena ad opera della gloriosa flotta veneziana il 18 ottobre 1002…-“
Invece il testimone di pietra inserito nel lastricato , dedicato all’eterno ragazzo Pietro Romito recitava di ringraziamento non ad un armata di liberatori venuti da lontano, bensì a quel popolo di Bari, in divisa e non, uomini, donne e ragazzi che il 9 settembre fecero della città pugliese il primo grande capoluogo di regione che solo 24 ore dopo l’armistizio si era già liberato con le armi dalla minaccia nazista.
Da queste mura
il 9 settembre 1943
Michele Romito
oppose resistenza all’esercito tedesco
unendo il coraggio dei suoi quindici anni
a quello del popolo di Bari Vecchia
e dei soldati del generale Bellomo
contribuendo così a salvare la città
e il suo porto
dalla furia distruttiva dei nazisti

Comune di Bari ANPI ANPPIA IPSAIC

Posero il 9 settembre 2011

Essere lì vicino a quel muretto, da dove Michele lanciò le bombe a mano contro i camion tedeschi, che transitavano nella strada sottostante diretti verso il porto da occupare ci ha dato una stranissima sensazione come un viaggio nel tempo e contemporaneamente il senso del grande dono che uomini come Michele Romito, il generale Bellomo, i marinai, gli impiegati delle poste, le donne di Bari ci fecero insorgendo contro i nazisti, Mentre guardavamo in giù da quel muro immaginando lo sferragliare dei camion e delle motocarrozzette naziste, mitragliatrici puntate in tutte le direzioni, il quindicenne Michele con tra le mani la bomba a mano da lanciare , appiattito contro il parapetto del muro, con il cuore in gola e un turbinio di pensieri nella testa, siamo stati distratti da un suono di campane , grida festose e sventolare di striscioni… sul piazzale della chiesa : dietro di noi si festeggiava un matrimonio
Forse se Michele avesse potuto lasciar scritto come avrebbe voluto far ricordare quel suo eroico gesto non avrebbe trovato di meglio di questo e ci avrebbe detto : - Uomini e donne semplici, anti eroi, come me han combattuto, sofferto e spesso donato la vita per dare a voi la possibilità di esser liberi, di essere felici, di amarvi, di metter su famiglia e vivere senza il terrore della guerra e della dittatura, di fare figli, di scegliere il vostro destino come in questo momento...-“
Grazie Michele, grazie combattenti per la libertà…

Qui ci fermeremmo nel nostro report , già questo basterebbe per comprendere il senso di quella cerimonia, ma per dovere di cronaca dobbiamo riportare che lo scoprimento della targa è stata fatta con molta semplicità con l’intervento del sindaco Emiliano , del vicepresidente dell’ANPI sen Guerzoni e del rappresentante della Regione, alla presenza delle delegazioni dell’ANPI di tutte l e province di Puglia, della sorella di Michele Romito e la sorella di un altro giovane antifascista che nel 1977 fu ucciso dai neofascisti baresi, Benedetto Petrone
Con commozione abbiamo toccato le medaglie di cui si fregiava l’antifascista Michele Romito, insieme col distintivo dell’ANPI di cui andava orgoglioso come testimoniava la foto che le accompagnava.
Abbiamo poi continuato l’incontro in altro luogo storico della battaglia di Bari, il fortino exufficio delle poste che era uno degli obbiettivi dei tedeschi in quel 9 settembre del 1943 e che vide la strenua resistenza di civili e militari baresi. Negli interventi susseguiti oltre a rimarcare l’importanza di quei fatti, la voglia di prendere da essi spunto per una presa di coscienza che anche oggi occorre che si formi l’unità delle forze migliori e sane di questo paese per una nuova rinascita e momento di riscossa popolare e nazionale.

Antonio Camuso
Socio ANPI Brindisi
Foto le troverete su http://www.pugliantagonista.it/archivio/michele%20_romito.htm
E consigliamo visitare su Nicola Bellomo http://www.pugliantagonista.it/archivio/nicola_bellomo.htm

Presto sarà disponibile un video sul canale youtube di Pugliantagonista.it
http://www.youtube.com/user/pugliantagonista

mercoledì 7 settembre 2011











6 ottobre 1999 LA BASE USAF CHIUDE , FUORI 149 ITALIANI(2a)






L'annuncio statunitense della prossima chiusura della Base USAF di San Vito e il conseguente licenziamento diegli ultimi 149 lavoratori italiani operanti nella base dopo che altri 500 erano stati licenziati al momento del suo cambio di uso , ovvero da base di spionaggio elettronico a base logistica-operativa dei reparti speciali USA e francesi per le operazioni nei Balcani. L'articolo che riportiamo è molto puntuale. L'autrice è Tea Sisto , attuale direttrice del quotidiano di Brindisi








Brindisi e l’insurrezione di Varsavia del 1944, una pagina dimenticata della nostra storia
http://www.pugliantagonista.it/archivio/1944_varsavia_brucia.htm


Ben pochi brindisini sanno che la loro città, nel 1944 fu testimone della tragica vicenda bellica dell’insurrezione di Varsavia e del sacrificio di tanti uomini che parlavano lingue diverse ma accomunati nella lotta per la libertà dal nazifascismo....



ARTICOLO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO DI BRINDISI ( che ringraziamo)



domenica 28 agosto 2011



Brindisi città del sole, del mare e dell’aria pulita
Ovvero , la chimica brindisina anticipa la festa di San Teodoro!

http://www.pugliantagonista.it/openarea/inchiesta_28ago2011_torce_petrolchimico.htm





Anche quest’anno le industrie chimiche del capoluogo hanno voluto mantenere viva la tradizione di festeggiare i momenti più significativi della nostra città dando prova della propria esistenza con le capacità “eruttive” dei loro camini, nonostante inchieste, sequestri, interventi tecnici e dissequestri.

Lo abbiamo testimoniato nelle inchieste fotografiche e video del nostro sito Pugliantagonista.it che hanno immortalato le “eruzioni” degli scorsi anni in coincidenza delle notti Rosa, della domenica delle Palme, addirittura durante le primarie del PD, dimostrando come la vita civile e religiosa di questa città ha come “testimonial” i camini delle industrie chimiche di Brindisi.

Oggi , domenica 28 agosto 2011 dalle prime luci dell’alba una imponente eruzione o dal fumo nero, denso,si è sprigionata da una delle torce del petrolchimico e il vento proveniente dal mare l’ha spinta a bassa quota per chilometri ,in direzione sud-ovest, mettendola di traverso alla discesa degli aerei civili che in quelle ore atterravano provenendo da Sud sull’aeroporto della città.

Così, dall’imponenza delle fiamme e del fumo che scaturivano dalla bocca della torcia possiamo dichiarare aperti in pompa magna i festeggiamenti ai santi protettori di Brindisi: San Teodoro e San Lorenzo da Brindisi che si terranno in questa settimana e che potranno esser ricordati in una bella cartolina ( stile Napoli col Vesuvio di famosa memoria) in questa estate 2011 dal clima torrido.
Le immagini che abbiamo raccolto a poca distanza dal vulcano in eruzione erano di una “normalità brindisina” che dà per acquisita la convivenza con scarichi industriali, in mare, ombrelloni tra divieti di balneazione e fumate color nero di seppia…
Solo quando questa indifferenza sarà sostituita dall’indignazione di massa e popolare e diverrà una lotta che coinvolga l’intera popolazione e tutte le generazioni, per garantire un futuro diverso, si potrà ottenere quello che neanche giudici e carte bollate riescono ancor oggi ad imporre sul rispetto dei vincoli ambientali.
Da parte nostra facciamo alcune domande:
1)quale parte del ciclo di processamento dei prodotti chimici è andata in fumo oggi nel cielo di Brindisi?
2)Quanta è stata la quantità di questo prodotto bruciata, visto che dopo ore è ancora in corso?
3) Le autorità che hanno la responsabilità della sicurezza del traffico aereo su Brindisi sono state avvisate della presenza del fumo sul cammino di discesa degli aerei?
4)Quali provvedimenti sono stati presi?
6)Sono state avvisate le autorità competenti sul territorio relative alle emergenze ambientali?
Solo rispondendo sinceramente a queste domande si potrà sapere quali residui di combustione sono stati sparsi in cielo, per le campagne e per la città, ma anche se tutti coloro che hanno responsabilità nella gestione ambientale e della sicurezza pubblica abbiano fatto la loro parte.

La redazione brindisina di Pugliantagonista.it
Brindisi 28 agosto ore 14.30

domenica 7 agosto 2011




Strage di migranti, la NATO e la lezione di umanità del cane ferroviere
http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/cane_ferroviere.htm


Parte prima : il sacrificio del cane ferroviere di Rocchetta Sant’Antonio
L’ennesima strage di migranti nel Mediterraneo si è svolta sotto lo sventolio del gran pavese della NATO issato sui pennoni delle navi della missione Unified Protector, troppo impegnate nel dar la caccia ad una marina fantasma di Gheddafi per poter prestare soccorso a qualche centinaio di straccioni di africani in gita di piacere su un barcone alla deriva.
In queste ore ipocriti scarica-barile vanno in scena, come da copione già visto in altre occasioni simili: quello dello scandalo dell’uranio impoverito in Bosnia e nel Kosovo, l’incidente dell’aereo PAM a Pristina, o le stragi di civili da “effetti collaterali” che hanno accompagnato gli ultimi 15 anni le attività dell’Alleanza nel suo nuovo ruolo di gendarme del mondo o come accadde quando una nave della Marina militare Italiana, la Sibilla nel marzo 1997 speronò la barchetta albanese Kater I Rades
Come da copione, quando lo scandalo esplode, nomi e responsabili scompaiono ed appare un soggetto che con il suo acronimo NATO garantisce anonimità e impunità ai livelli più alti del comando politico militare di questa organizzazione.
Il frettoloso richiedere chiarimenti da parte Italiana a questa “misteriosa” NATO su come si sia svolto questo ipotetico mancato soccorso e chi potrebbe esserne responsabile , ebbene sa troppo di campanello di allarme suonato a tutti i soggetti coinvolti e non vorremmo che esso sia il segnale a sbrigarsi a far sparire prove , addomesticare testimoni, e preparare versioni accettabili da fornire a qualche maledettissimo magistrato che volesse aprire un’inchiesta per mancato soccorso in mare e procurata strage di migranti.
Da parte nostra come già fatto in altre occasioni cercheremo di rompere il muro di gomma controinformando, fornendo dati e ponendo le domande chiavi che potrebbero servire per condurre un’inchiesta seria sull’accaduto.
Ma in questa prima parte del nostro articolo non parleremo di generali, navi e cannoni, ma bensì della perdita di quel senso di umanità, di spirito di fratellanza umana che dovrebbe contraddistinguere noi esseri pensanti in posizione eretta, dal resto del regno animale , da qualche milione di anni e che invece abbiamo perduto come dimostrano avvenimenti come quello accaduto nel Mediterraneo
Ebbene, a ricordarci dello spirito solidale , di quell’essere tutti fratelli e sorelle che fu centrale nel messaggio del Santo di Assisi, spesso non sono gli uomini, bensì i nostri fratelli a quattro zampe ad insegnarcelo e con esempi di immenso e profondo valore.
Così è stato pochi giorni fa in una sperduta , ma pur pittoresca stazioncina del nostro Sud, Rocchetta Sant’Antonio , punto di snodo del traffico ferroviario interno tra la Puglia, la Basilicata e l’Irpinia , come riportano le cronache di un sito web che cura la promozione dei piccoli borghi e paesi di quelle zone http://piccolipaesi.wordpress.com/2011/07/28/il-cane-ferroviere-e-lultimo-sacrifico-in-nome-dellamicizia/
E’ la storia di un cane pastore tedesco che avendo trovato ospitalità presso il personale di quella stazioncina ne era divenuto parte integrante divenendo un tutt’uno con il capostazione, gli addetti e i loro ritmi di vita e di lavoro. Un cane che ormai conosceva a memoria gli orari degli arrivi e delle partenze, pronto a salutare festoso i passeggeri e i macchinisti e come tale era divenuto per tutti il cane ferroviere di Rocchetta., Un cane che da poco aveva trovato un nuovo amico, un altro cane , un dalmata, col quale si accompagnava indissolubilmente facendo così raddoppiare il numero dei cani ferrovieri della stazione di Rocchetta.
Poi come nelle pagine più commoventi del libro Cuore è giunta la tragedia: qualche giorno fa il dalmata è rimasto con la zampa incastrata in uno scambio mentre sopraggiungeva il treno da Potenza e il cane ferroviere è rimasto fermo accanto a lui abbaiando nel tentativo di aiutarlo a liberarsi senza temere la morte che purtroppo li ha falciati, inesorabilmente sotto gli occhi impotenti del macchinista del treno.
Forse , se a comandare la flotta NATO nelle acque libiche ci fosse stato quel cane , oggi sarebbero in vita un centinaio di donne e bambini, ma, purtroppo ai cani è impedita l’accademia Navale e né possono fare gli stage presso le scuole di specializzazione della NATO…
Antonio Camuso
Osservatorio sui Balcani di Brindisi
A breve seguirà:

Parte seconda: ammiragli di pace . Quando il muro di Gomma della NATO fa il bis al caso dell’Uranio impoverito

giovedì 4 agosto 2011

solidarietà ai migranti in lotta contro il lavoro nero (Masseria Boncuri-Lecce) e nei CIE e CARA
comunicati e report su
http://www.pugliantagonista.it/openarea/migranti_boncuri.htm

mercoledì 3 agosto 2011



La rivolta di Varsavia e i paradossi della Storia.

Il 1 agosto del 1944 alle 17.00 l’esplosione di una bomba nel quartiere della Gestapo di Varsavia diede il via alla rivolta antinazista. Cinquantamila soldati dell’armata partigiana polacca clandestina , aiutati da tutta la popolazione si impadronirono in cinque ore di combattimenti della capitale.
Sembrava ormai fatta 1’Armata Rossa era alle porte della città…ed invece era solo l’inizio del martirio e dell’olocausto in cui scomparve un ‘intera capitale europea…

1 agosto 2011
Mentre scorrono sugli schermi Tv, le immagini della sanguinosa repressione in atto in Siria , con la NATO che intima lo STOP all’Inghilterra sull’opzione intervento militare “umanitario”, pena il ritrovarsi in un vespaio senza via di uscite molto peggiore di quello libico, riteniamo importante ricordare una vicenda emblematica della Resistenza al Nazifascismo in Europa, nella Seconda Guerra Mondiale , nella quale si possono ritrovare tutti i tragici paradossi che accompagnano il cammino della Storia dell’Umanità e dei quali anche nei giorni d’oggi possiamo essere testimoni.

Parliamo della rivolta di Varsavia nell’agosto del 1944 e della distruzione conseguente di una bellissima ed antica capitale europea, dello sterminio a colpi di cannonate e lanciafiamme di quasi la metà della sua popolazione e la deportazione nei lager dei superstiti.
Una vicenda terribile , ma ancor più terribile e paradossale fu il fatto che questo massacro avvenne sotto gli occhi di un ‘Armata Rossa che era alle porte della città e che non intervenne per ordine di uno Stalin irritato dal testardo orgoglio nazionalista del governo polacco in esilio che sognava, illudendosi , di ripristinare territorialmente , a guerra finita la Grande Polonia , non comprendendo che la Russia, al momento della spartizione dell’Europa, avrebbe messo sul piatto della bilancia il peso delle decine di milioni di suoi cittadini immolati per la vittoria sulle armate nazifasciste.
Così , in quella tarda estate del 1944, esattamente a cinque anni di distanza dall’invasione della Polonia da parte delle armate di Hitler , la conseguente entrata in guerra di Francia ed In Inghilterra nel secondo conflitto mondiale, ebbene cinque anni dopo né americani, né inglesi vollero irritare lo Stalin che comandava quell’Armata che stava facendo il lavoro sporco contro le divisioni corazzate tedesche.
Parafrasando lo slogan del pacifismo oltranzista del ’39 “- Morire per Danzica? No, Grazie!-“ in quell’agosto del 1944 andò in voga il “- Morire per Varsavia? No, grazie!-
Il coro fu unanime sia da parte dei generali delle armate angloamericane appena sbarcate in Normandia, desiderosi di guadagnare senza rischio medaglie e promozioni , che dei loro soldati impauriti di veder arrivare dal fronte russo i veterani delle panzer divisionen , se lo Stalin avesse ordinato lo STOP alla avanzata dei suoi T34 sul fronte orientale, per rappresaglia ad un aiuto militare significativo da parte alleata alla resistenza polacca “influenzata da elementi reazionari e borghesi presenti nel governo in esilio a Londra”.
In un gioco di spartizione dell’Europa in aree di influenza e di eliminazione in esse di movimenti, partiti ed individui che potessero metter in discussione lo status quo, (che successivamente si formalizzò nella Guerra Fredda) , Varsavia e i suoi abitanti furono condannati nel rogo del cinismo della politica e della prevalenza degli interessi dei più forti.
Ma fu anche un monito a tutti i movimenti partigiani ed in particolare quello italiano affinchè essi non forzassero la mano , anticipando l’arrivo delle truppe alleate nell’Italia del Nord, lanciando prematuramente l’insurrezione e imponendo un governo influenzato da comunisti e socialisti che non fosse gradito agli anglo-americani e ai capitalisti di Londra e di Wall Street
Eppure, nonostante tutto ciò, duecentomila cittadini di Varsavia dettero in poco più di due mesi la vita, in nome dalla lotta per la libertà e contro il nazifascismo, e con essi un piccolo pugno di piloti volontari polacchi, in uniforme inglese, che sacrificarono la loro vita per cercare di portare aiuto, con i loro aerei alla Varsavia in fiamme.
E’ una storia tragica ma bellissima che lega in un altro di quei paradossi della Storia, la Puglia , Brindisi ,e il territorio salentino in particolare , con quella sanguinosa vicenda di lotta antifascista e che vale la pena da ricordare per riflettere senza veli o pregiudizi di sorta, interrogando le nostre coscienze se sia giusto morire per Damasco, o Gaza, o Tripoli, o Mogadiscio o invece sia meglio nascondersi dietro un finto pacifismo agitando lo spettro dei complotti imperialisti che si aggirano per il mondo mettendo in subbuglio popoli ed equilibri geopolitici eredi di cinici misfatti come quello della distruzione di Varsavia nella lontana estate del 1944.
Racconteremo tutto ciò in breve saggio di ricerca storica, in più puntate, che pubblicheremo come Osservatorio sui Balcani di Brindisi nelle pagine di Pugliantagonista.it e dell'Archivio Storico Benedetto Petrone , sino al prossimo 6 settembre 2011
Antonio Camuso
Osservatorio sui Balcani di Brindisi
osservatoriobrindisi@libero.it
Brindisi 1 agosto 2011

domenica 10 luglio 2011



Report e foto manifestazione antidiscarica contrada Autigno






altre foto su http://www.pugliantagonista.it/openarea/autigno_manifestazione.htm


Si è tenuta oggi 9 luglio 2011 , con un nutrita partecipazione degli abitanti del luogo e di alcuni turisti inglesi, e la presenza di rappresentati di associazioni ambientaliste brindisine e mesagnesi , l’annunciata manifestazione contro le discariche in contrade Autigno-Formica Mascava e i disagi che esse provocano.
Una manifestazione che a detta degli organizzatori è solo l’inizio di una serie di azioni di protesta e sensibilizzazione sull’aspetto devastante del territorio quale è quello delle discariche.
Partecipando al corteo osservando quanto ci circondava , abbiamo avuto conferma su quanto temevamo ed annunciavamo alcuni anni fa nelle nostre inchieste come Pugliantagonista.it , ovvero che quella parte di territorio brindisino, utilizzato da tempo come cava di materiale per l’edilizia sarebbe stato presto riciclato in una serie di inghiottitoi dei rifiuti cittadini e sui quali non sappiamo quale sia effettivamente il controllo, né su ciò che si rilascia , né la sua provenienza.
Una cosa è sicura : all’accellerazione dell’apertura di nuove cave collegate con gli interessi del circuito dell’edilizia speculativa e quanto ne consegue, vi è una contemporaneità di intenti nel sistema che gestisce il girone infernale dei rifiuti
Più si scava, più si ha materiale per cementificare il territorio, strappando terreno all’agricoltura e più si ha disponibilità di altre fette di territorio che sono pronte a trasformarsi in discariche ; da lì a raggiera vi è un abbandono di agricoltori e residenti e il territorio a disposizione alla speculazione e all’immondezza aumenta.
Insomma un percorso virtuoso accompagnato dalla puzza che diffondendosi è utilizzata come arma dissuadente e finale per convincere cittadini e contadini ad abbandonare la loro terra e le loro case. Per chi resiste tocca tapparsi in casa e diventare i soggetti a rischio per danni collaterali da discarica.
A questo i partecipanti del comitato popolare hanno risposto con la loro iniziativa.

Report a cura della redazione brindisina di Pugliantagonista.it
Brindisi 9 luglio 2011