mercoledì 8 febbraio 2012







Comunicato ANPI Brindisi su raduno neofascista dell’11 febbraio 2012 e appello alla mobilitazione antifascista







Sugli organi di stampa odierni è apparso l’annuncio di una manifestazione indetta in città per sabato prossimo dal Movimento Nazionalpopolare sui temi della crisi economica.
L’ANPI di Brindisi ritiene provocatoria questa ennesima iniziativa (che si prevede essere un flop, come tutte le altre ) condotta da un Movimento collegato con un patto d’azione con altri movimenti di ispirazione fascista, prima tra tutti Forza Nuova e che è stato alcuni mesi fa autore di volantini distribuiti in città dal contenuto razzista e xenofobo contro i profughi provenienti dai paesi del Nord Africa in guerra.
Tale fatto ,offensivo all’immagine dei sentimenti democratici , di accoglienza, solidarietà, di pace, di libertà dei cittadini di Brindisi , tante volte dimostrati, è stato a suo tempo denunciato dalla nostra Associazione auspicando che non fossero permesse altre iniziative a queste organizzazioni neofasciste e razziste.
Denunciamo inoltre il tentativo da parte di questi soggetti ad infiltrarsi e strumentalizzare provocatoriamente le espressioni di disagio sociale e di protesta, ultimamente culminate nel cosiddetto movimento dei Forconi ,con la volontà di attribuire la responsabilità dell’attuale situazione economica e sociale ai soggetti - espressione della partecipazione democratica nel Paese: partiti, sindacati e associazioni democratiche.
Questo è un attacco vecchio e qualunquista al ruolo delle istituzioni e alla democrazia , tipico dell’agire di quel fascismo già sconfitto dalla guerra di Liberazione e dalla nascita della nostra Repubblica democratica!
Facciamo appello a tutti i partiti, associazioni democratiche e ai sindacati di unirsi alla nostra protesta affinchè l’iniziativa neofascista non abbia luogo.
Invitiamo tutti a partecipare al presidio antifascista indetto dall’ANPI di Brindisi che si terrà per tutta la giornata di sabato 11 febbraio2012 in città.


Il Comitato Provinciale dell’ANPI di Brindisi






GRANDE VITTORIA DELLA COMUNICAZIONE ANTAGONISTA:








DOPO LA ARTICOLATA DENUNCIA DI PUGLIANTAGONISTA E CON IL SOSTEGNO DITERRAROSSA DI MESAGNE E DELLE ASSOCIAZIONI NO-FOTOVOLTAICO SELVAGGIO DELLA PROVINCIA DI BRINDISI , LA PROCURA DI BARI ACQUISISCE TUTTA LA DOCUMENTAZIONE DEL MEGAIMPIANTO DI RESTINCO










vi ricordate la nostra denuncia?




...Come è stato possibile ottenere un'autorizzazione unica regionale sapendo che con questo impianto sarebbe stato sabotato il concetto paesaggistico, ambientale culturale su cui si fondava il percorso turistico e i fondi europei ottenuti e spesi? Chi ha firmato a nome del Comune di Brindisi commissariato tenendo conto che lo stesso Comune si era espresso negativamente su megaimpianti fotovoltaici addirittura anche su terreni degradati come quelli intorno alla centrale a Carbone di Cerano e al nastro trasportatore? Come mai e chi ha firmato invece per l'utilizzo di oltre 60 ettari di terreni fertili e coltivabili? Chi ha sottoscritto in una Conferenza di servizi( di cui noi al momento non abbiamo traccia ) da parte della Provincia visto l'atteggiamento negativo da parte del presidente Ferrarese sul proliferare degli impianti fotovoltaici nelle campagne?
A queste domande vorremmo che si desse una risposta chiara identificando precisamente i responsabili e se dietro a queste scelte vi siano interessi particolari, personali o politici.



AVEVAMO RAGIONE!!!!......


il comunicato congiunto delle associazioni

Leggiamo sulla prima pagina del Quotidiano del 3 Febbraio la notizia dell'acquisizione da parte della Procura di Bari della documentazione relativa all'iter autorizzativo del mega impianto fotovoltaico in costruzione a Restinco. Come associazioni del territorio abbiamo più volte denunciato l'impatto di un simile impianto, che sottrae 70 ettari di fertile territorio all'agricoltura e lo regala alla speculazione, descrivendolo come la Fukushima del fotovoltaico, un vero e proprio colpo di grazia assestato al nostro territorio già devastato dal fotovoltaico selvaggio.
Non avremmo però mai immaginato, anche nella peggiore delle ricostruzioni, un quadro di illegalità come quello evidenziato. Se sarà accertato quanto riportato dal Quotidiano, cioè che l'impianto in questione è stato autorizzato senza nessuna VIA (valutazione di impatto ambientale), obbligatoria per impianti di portata superiore a 1 Mw, ci troviamo di fronte a una manovra illegale e di rapina, esercitata da un gruppo imprenditoriale senza scrupoli e autorizzata dalle stesse Istituzioni che dovrebbero proteggere il nostro territorio.. Chiediamo che vengano accertate tutte le responsabilità, politiche e amministrative, e che l'inchiesta tocchi tutti i livelli, consapevoli che l'autorizzazione dell'impianto più grande del brindisino non sia competenza di qualche tecnico ma investa dirigenti e politici sino ai più alti scranni.Ci chiediamo come Provincia di Brindisi e Regione Puglia, a suo tempo in prima fila contro il Rigassificatore di Brindisi nella denuncia che l'impianto era stato autorizzato senza valutazione di impatto ambientale, abbiano poi autorizzato senza VIA l'impianto di Restinco. Chiediamo lo smantellamento dell'impianto a Restinco, una immediata moratoria sull'installazione di nuovi impianti a terra, e invitiamo il territorio alla mobilitazione e alla vigilanza su una speculazione che è ormai all'ordine del giorno e uccide le potenzialità del nostro territorio.





intanto un certo candidato sindaco recentemente ci aveva definiti di ambientalisti dell'ultima ora armati di fotocamera a caccia di fonto sensazionalistiche e giornalisti dilettanti...allo stesso soggetto suggeriremmo un corso di giornalismo d'inchiesta ...se vuol sapere i veri problemi della città e da dove provengono i mali che l'affliggono








LA REDAZIONE DI PUGLIANTAGONISTA

giovedì 26 gennaio 2012







SIAMO TUTTI NOTAV, SOLIDARIETA’ ALLE SORELLE E AI FRATELLI ARRESTATI







Ecco il nuovo blitz contro i NOTAV condito di nomi altisonanti e qualche mostro da sbattere i prima pagina,
Questa volta è il caso di Maurizio Ferrari con tanto di barba bianca fotografato durante una manifestazione NOTAV abbarbicato su una rete o a difendere a Milano l’occupazione di uno stabile abbandonato con un paio di cuscini in spugna a mò di scudo.
Ma come , non gli è bastato essersi fatto decine di anni di galera per esser stato in quel primo nucleo di idealisti della guerriglia urbana con Curcio e Franceschini che fondarono le Brigate Rosse della prima ora?
,La nostra piena condanna politica verso le BR che, in seguito in pieno delirio di onnipotenza militarista portarono alla distruzione del Movimento del 77, non può però confondersi con un giudizio più “affettuoso” nei confronti di questo vegliardo, un ex-orfano e libero fratello di Nomadelfia, che ha voluto scontare sino all’ultimo giorno di pena in carcere.
La sua scelta fu cristianamente coerentemente, come gli avevan insegnato don Zeno e i suoi fratelli di Nomadelfia, e non chiese mai né sconti, né abiure , lui che non si era macchiato di delitti di sangue e che condannato a 14 anni , vide la sua pena moltiplicarsi in carcere, semplicemente perché si ritrovò a lottare da carcerato contro quel regime disumano delle carceri speciali e della cancellazione dell’umanità in esse in nome dell’implacabile ragion di Stato alla quale si piegarono tutti i partiti, tutte le coscienze cosiddette perbene, in quegli anni terribili.
Noi in quella foto che lo ritrae ad abbattere le reti NOTAV ritroviamo pienamente il figlio adottivo di don Zeno Saltini, , in quel Maurizio “compagno Mao”, che fu un libero fratello di Nomadelfia.



In lui si riesce a vedere la stessa voglia di infrangere, di lottare che i giovani apostoli di don Zeno un bel giorno, di un lontano 1947, abbatterono le reti e i reticolati del campo di concentramento di Fossoli per erigervi la Comune degli orfani, dei bambini, dei figli di un DIO che aveva visto milioni di esseri umani sterminati in altri campi-lager come quello, solo perché ebrei, zingari, comunisti o semplicemente pazzi

Oggi il nostro affetto la nostra solidarietà va ai Maurizio, ai Giorgio, ai Guido ai Stefano ai Tobia ai pazzi che si son messi ad abbatter reti erette in nome della follia tecnologica di un finto progresso che accelera ogni giorno i tempi per la catastrofe Globale e che oggi sono in carcere.
Siamo tutti NOTAV, siamo tutti insieme ai fratelli e alle sorelle della Val di Susa in lotta!

La redazione di Pugliantagonista.it
26 gennaio 2012

martedì 17 gennaio 2012



LECCE 20 GENNAIO 2011MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA















APPELLO UNITARIO
Le recenti aggressioni neoquadristiche per le vie di Lecce a danno di giovani antifascisti sono riconducibili all’attivismo di Casa Pound e Blocco Studentesco. Sempre più diventa necessario chiedere a tutti i livelli la chiusura delle sedi riconducibili a questo gruppo dichiaratamente neofascista.
Applicare le norme costituzionali e le leggi vigenti sul divieto di apologia del fascismo, di ricostituzione di partiti e movimenti fascisti, di istigazione all’odio razziale, diventa sempre più necessario.
Il gruppo di Casa Pound attivo da qualche anno in città dissimula le sue attività sotto forma di richieste sociali, ma le sue sedi sono luoghi di reclutamento, addestramento, indottrinamento. La gioventù neofascista di Casa Pound ha alle spalle pesanti protezioni politiche ed istituzionali evidenti e dimostrabili.
I neosquadristi cercano di aprirsi strada nello spazio pubblico della città e nei suoi luoghi, di legittimarsi e ottenere riconoscimenti nonostante siano dichiaratamente ispirati da dottrine di violenza, razzismo, discriminazione.
Assessori del Comune e della Provincia sono andati spesso a legittimare le loro iniziative, finanziando progetti e fornendo spazi pubblici, in un modo irresponsabile che la dice lunga su chi intende utilizzare questa presenza aggressiva.
Le strade della città, gli spazi e le pratiche sociali che si producono, devono essere luoghi di socialità tollerante e sicura. Dobbiamo far vivere in positivo nelle pratiche comuni sociali, culturali e associative la diffusa coscienza antifascista. Lanciamo intanto una lunga campagna per affermare la cultura e la pratica dell’antifascismo. Aderiamo a percorsi unitari per manifestazioni contro le violenze fasciste e razziste a Lecce.
VENERDI' 20 GENNAIO 2012MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA organizzata dal Coordinamento Antifascista LeccePartenza ore 17.00 - PIAZZA SANT'ORONZO

Le strutture provinciali di: ANPI (associazione nazionale partigiani); ARCI; UISP; il sindacato confederale CGIL; FIOM-CGIL; le associazioni studentesche: UDU e UDS ; lo Spazio sociale ZEI; Arci "Biblioteca di Sarajevo" Maglie; la Rete antirazzista salentina; le officine culturali ERGOT; il Comitato per la difesa dei diritti degli immigrati; la Libera Federazione Donne-Casa delle Donne; il laboratorio di idee partecipate Lecce2.0dodici; FucinAsud-Salice; Collettivo Iqbal Masiq.

mercoledì 4 gennaio 2012



Lecce 5 gennaio 2011 mobilitazione dopo aggressione fascista ai danni di un giovane antifascista, in pieno centro









Il comunicato dei compagni dell'aggredito






giovedì 29 dicembre 2011



Monsignor Talucci: niente comunione a gay e coppie irregolari:



Domanda : si puo fare un eccezione per le barche?



ANSA) - BRINDISI, 28 DIC - Si puo' amministrare la comunione ad omosessuali che apertamente rivendichino questo loro status senza pentirsi? Per l'arcivescovo di Brindisi Rocco Talucci decisamente no in quanto ''una cosa e' la umana comprensione alla quale tutti siamo chiamati. Ma elogiare l'apologia della omosessualita' - dice - mi pare troppo''. Lo afferma in una intervista rilasciata tempo fa al blog Pontifex e ripresa oggi dal quotidiano brindisino Senzacolonne. ''La comunione - sostiene mons. Talucci - non puo' essere amministrata a coloro che sono in peccato grave''. (ANSA).

sabato 24 dicembre 2011



BUON NATALE 2011






RICORDANDO UN VERO CRISTIANO



DON CAMILLO TORRES , PRETE GUERRIGLIERO, MORTO IN COMBATTIMENTO NEL FEBBRAIO DEL 1969






Lo ricordiamo con un Cristo molto particolare , dipinto in suo onore dagli artisti cubani.

per saperne di più:
http://www.pugliantagonista.it/camillo.htm


martedì 13 dicembre 2011







14 DICEMBRE 1971 FASCISTI DEL MSI ASSALTANO CORTEO SUDENTESCO SPALLEGGIATI DALLA POLIZIA NELLA MATTINATA, PO IN SERATA ASSALTANO LA SEDE DEL CIRCOLO LENIN E ACCOLTELLANO LO STUDENTE DONATO PECCERILLO...e come nel caso di Benedetto Petrone l'accoltellatore, il capo del fronte della Gioventù brindisina riesce a dileguarsi grazie alla rete di complicità e coperture che ha da tutto il MSI










lunedì 12 dicembre 2011



12 dicembre 1970. Il giorno che fu ucciso Saverio Saltarelli

per le notizie sulla morte di Saverio vai a Saltarelli http://www.pugliantagonista.it/archivio/saverio_saltarelli.htm

Centro Servizi Culturali di Brindisi, 11 dicembre 1970, ore 18.00. La sala lettura della biblioteca del Centro Servizi Culturali è piccola e contiene a malapena i giovani del Movimento studentesco brindisino riuniti apparentemente in una delle tante assemblee che in quei giorni di scioperi e manifestazioni studentesche si sono succeduti in città. Il Movimento studentesco a Brindisi in realtà è strutturato organizzativo nella forma degli intergruppi, ovvero è la sigla nella quale si ritrovano gli studenti attivi nei diversi gruppi della sinistra estraparlamentare presenti in città e saltuariamente anche di quelli iscritti alla FGCI..
Quella sera sono presenti i giovani del Circolo Lenin di Puglia, tra essi Donato P , Rosella A, Carletto D, Roberto G, poi quelli delL’Unione dei Comunisti Italiani ( Marxisti –leninisti) con Nico L, Giacomo M, il sottoscritto, Cosimo R, Carlo P, Pino U., poi c’è il gruppo del PCd’I (m-l)”linea nera” che da lì a poco confluiranno in parte nel Manifesto ed altri fonderanno Lotta Continua brindisina, tra essi Salvatore De Carolis poco più che 13 enne ed infine i rappresentanti della FGCI.
L’atmosfera è elettrica ed ognuno fa fatica a star seduto sulle sedie e a fatica si riesce a mantenere anche per solo un minuto il silenzio.
“-Basta compagni! Cerchiamo di iniziare questa riunione e sbrigarci! Dobbiamo decidere cosa fare per il 12 , e non sappiamo se riusciremo a fare i volantini!-“
A prender la parola è Donato che spiega quello che è successo alle prime luci dell’alba:
Questa mattina alcuni di noi hanno ricevuto la visita della polizia che ha portato un invito a quelli che loro considerano i capi del Movimento , di presentarsi in Questura.
Lo abbiamo fatto facendoci accompagnare da un avvocato ( se la memoria non erra dovrebbe essere stato Stefanelli) .
Giunti in questura ci hanno fatto leggere una circolare del Ministro dell’interno, la copia del divieto di manifestazione pere le strade di Milano dove si doveva svolgere un corteo della sinistra rivoluzionaria per ricordare la strage di Strato e chiedere la liberazione di Valpreda, ed infine ci hanno diffidato di recarci a Milano il 12, ammonito di non compiere fesserie in città e di comunicare agli studenti che in questi giorni sono stati al nostro fianco in tante lotte , dicendo loro che la polizia bloccherà qualunque pulman, bus, treno, auto che porti da fuori Milano , sino in centro, studenti provenienti da qualunque parte d’Italia, pena l’essere denunciati e incarcerati.
La discussione su questo grave precedente durò un’ora buona con un parte orientata a ignorare il divieto ed arrivare a tutti i costi a Milano, un’altra decisa a manifestare per le strade del centro brindisino ed infine un’altra parte motivata dal fatto che una parte delle scuole sono sotto occupazione, con una presenza minoritaria di studenti presenti in esse, e quindi la sola possibilità di indire semplicemente un’assemblea che veda incontrarsi i rappresentanti degli studenti dei diversi istituti.Alla fine, tra tanti malumori, la decisione è quella di un volantinaggio in tutte le scuole e poi una assemblea interstudenti davanti al l’ingresso delClassico, a Corso Rtoma.
La mattina del 12 è un continuo distribuire volantini con estenuanti discussioni con studenti che ci criticano per non aver indetto la manifestazione. Poi in serata attraverso al TV ci arrivano le prime notizie degli scontri a Via Larga a Milano.A notte fonda a casa di Nico L squilla il telefono. Nico è l’incaricato per la stampa e propaganda dell’Unione , UCI (m-l) e il referente ufficiale e distributore del suo giornale nazionale Servire il popolo.
Da Milano, dall’ufficio politico diretto da Aldo Brandirali arrivano parole dure ma che esprimono, oltre che rabbia e dolore ed impartire ordini per creare una grande mobilitazione in solidarietà allo studente ucciso in serata, c’è anche la preoccupazione che questo sia solo l’inizio di un prossimo bagno di sangue che potrebbe evolversi in un golpe militare.
“- il corteo di anarchici, internazionalisti al quale partecipavano anche gruppi di giovani del nostro partito, è stato attaccato duramente dalla polizia e Saverio Saltarelli, un giovane di 23 anni è stato ucciso con un colpo di lacrimogeno al cuore, Le cariche sono state violentissime e i poliziotti hanno usato i fucili come clave… un compagno del movimento Studentesco ha avuto il casco da motociclista letteralmente spaccato a metà ed è gravissimo…-“
Nico con il suo pizzetto alla Lenin lo ritrovo la mattina del 13, grigia, uggiosa , con un sole che tarda a farsi vedere nella nebbia, dinanzi all’ingresso del mio istituto l’industriale G Giorni, mentre urla al megafono rivolgendosi agli studenti che stanno per entrare… Questa morte assurda che cade ad un anno esatto dalla strage di pazza Fontana, nella stessa città martoriata e simbolo della Resistenza a nazifascismo lascia tutti noi, svuotati da quella spinta gioiosa che ci sosteneva dal lontano agosto del 1968, quando l’avventura del Movimento studentesco brindisino aveva preso inizio.
Ora ci si sente in guerra, in una guerra che non siamo stati noi a dichiarare ma che molti vorrebbero addossarci per aver voluto con la nostra innocenza cercare di dare l’assalto al cielo, sognando la rivoluzione, il socialismo, operai e studenti uniti nella lotta, agnelli Pirelli ladri gemelli!!!
Saverio, un ragazzo di cui non conosciamo il volto diventa per noi il simbolo di tutte le viittme della reazione poliziesca e statale alla nostra voglia di cambiare il mondo
AC
Archivio storico Benedetto Petrone
Brindisi 12 dicembre 2011

venerdì 9 dicembre 2011








11 DICEMBRE 2011 ore 10,30






SIT- IN NO CIE Restinco (BR)






in solidarietà ai migranti reclusi in lotta


FOTO SU



http://www.pugliantagonista.it/openarea/iniziativa_nociebrindisi_11dicembre2011.htm









CHIAMIAMOLI PER NOME, CHIAMIAMOLI OMICIDI!

Bocconi di rabbia ed amarezza per ogni notizia annunciata dai “giornalisti col marchio”. 3 morti, forse 35 i dispersi, tutti gli altri spediti nel cara/cie di Restinco, dopo neanche tre ore dalla tragedia. Li abbiamo visti salire su un pullman scortati dagli uomini in divisa, illuminati in viso dalla luce di una videocamera invadente, e disturbati dalle domande di una giornalista tutta intenta a sottolineare la massima efficienza delle forze dell’ordine e a rassicurare gli ascoltatori che i “clandestini sono tutti adulti” e che “saranno accompagnati nel centro di accoglienza di Restinco”.
Lo yacht di 11 metri è ancora lì, incastrato fra gli scogli della costa di Torre S.Sabina, ondeggia con violenza e, minaccioso, lascia immaginare ciò che è accaduto solo poche ore prime. Si cercano i cadaveri, si aspetta che i corpi vengano sbattuti sugli scogli dalle onde, aggressive e letali.
“Colpa del forte vento, colpa del mare troppo agitato”…e l’ennesimo vortice di rabbia si anima nello stomaco, e riporta alla mente tutte le tragedie che diventano la notizia di pochi minuti, che si smaterializzano in poche ore, che scompaiono dalla mente come scompaiono dalla vista i migranti, chiusi velocemente nei c.i.e. affinché nessuno veda, affinché nessuno sappia .
Saremo di fronte al c.i.e. di Restinco l’11 Dicembre, a denunciare a gran voce che la colpa di tragedie come quella di ieri non è imputabile alla forza inarrestabile del vento e alla rabbia incontrollabile del mare, ma alle leggi razziste dell’insaziabile Europa che vieta ai migranti di raggiungerla senza il pericolo di morire affogati, evitando di esser buttati in mare da scafisti/criminali, senza la paura di esser visti dalla polizia.
Saremo di fronte al c.i.e. ad urlare che la disumanità con la quale si decide di chiudere uomini scampati alla morte in posti come il lager di Restinco non sarà mai tollerata, che non daremo pace a nessuno fino a quando tutti i Centri di identificazione non saranno chiusi e fino a quando ogni recluso non diverrà uomo libero.
28 Novembre 2011 NO CIE BRINDISI
info al sito http://nociebr.noblogs.org/