lunedì 22 ottobre 2018

Trump e riarmo nucleare: : sorprese zero!



Trump,: uscita dal trattato di non proliferazione nucleare,? Nessuna sorpresa !

 

L’annuncio del Presidente Trump di voler ritirarsi dal trattato di non proliferazione delle armi nucleari  sembrerebbe  aver colto tutti i commentatori ed esperti del settore, di sorpresa. Una constatazione che  al sottoscritto rivela  quanto la pubblica informazione sia profondamente condizionata  e  narcotizzata  dallo show quotidiano  dei leader populisti  ma inconscia di ciò che sta accadendo realmente nel quadro mondiale. In quest’ottica il sottoscritto a nome dell’Osservatorio sui Balcani di Brindisi, intervenendo al convegno delle realtà  di lotta ambientalite, antinucleari ed antagoniste di Nuova Siri , a fine dettembre di quest’anno, denunciava come  in breve termine avremmo visto la ripartenza  della corsa al riarmo nucleare, in particolar modo a seguito  della  nuova strategia Trump sull’uso dell’Atomica per risolvere a vantaggio degli USA crisi regionali e conflitti che devastano il Pianeta, ma anche per finanziare col debito pubblico americano le industrie del settore garantendo da loro profitti, ricevendo appoggi elettorali e creando consenso tra i loro operai e tecnici dei colletti bianchi.

Un intervento, il mio , che partiva dalla rilettura e sintesi  di dati apparsi su riviste specializzate del settore , quali ad esempio Rivista Italiana Difesa  del maggio 2018 ,  e che annunciavano un grande piano di riarmo missilistico nucleare finanziato con l’aumento del debito americano, secondo ottiche  degli anni ’60 in cui la produzione di ordigni di morte sofisticati produceva occupazione nella fascia della  manodopera specializzata  e dell’aristocrazia operaia aumentando base di massa elettorale.dei governi dell’epoca .   Tutto ciò , oggi in un mondo in cui l’arma nucleare rappresenta  il bastone del comando per eccellenza per chi vuol tiranneggiare un mondo abitato di decine di miliardi di esseri umani ed in questo contesto che dobbiamo leggere ed intepretare le aride  , ma pur chiare cifre e dati di quella che è la nuova dottrina dell’impiego dell’arma nucleare nell’era Trump. Nuclear Posture Review degli USA, del 2018: prepararsi  all’uso concreto dell’Atomica.

Nuclear Posture Review degli USA, del 2018: prepararsi  all’uso concreto dell’Atomica.

 


L’  8 febbraio 2018,la presidenza Trump poneva  i presupposti della sua nuova teoria dell’uso della arma Nucleare, facendo annunciare al  dipartimento  della difesa americano,  la  variazione della precedente  Nuclear Review di OBAMA del 2010,  a causa di un quadro di minaccia globale peggiorato ed avversari potenziali che hanno aumentato  e migliorato il loro arsenale:  Russia , Cina  e naturalmente”  la solita Corea del Nord e l’Iran che di nascosto” continua il suo programma”!!!  Nuove minacce  di guerra chimica batteriologica,  infomatica, spaziale, ecc, sono tutte giustificazioni per  farle entrare nel novero delle cause dell’utilizzo dell’arma nucleare. La NPR  USA 2018 enunciava  che il nucleare può essere utilizzato contro ogni tipo di minaccia,  garantendo comunque l’ombrello  atomico agli alleati che hanno rinunciato ad esso  nei trattati  di non proliferazione (NPT)
 La dottrina d’impiego della forza nucleare o meglio del deterrente,  esposta nella versione Trump ha degli aspetti inquietanti ,  secondo  i migliori esperti internazionali,  poiché1) priva di riferimenti al fatto  che gli USA sono usciti dal trattato ABM, quello di difesa antimissile dai tempi dell’Amministrazione Bush.2)  nella nuova dottrina  si enuncia che la deterrenza nucleare   può attivarsi  di fronte alle nuove minacce                 Quindi se  gli USA si sentono liberi di dotarsi di sempre più sistemi antimissile, lo scenario di una guerra nucleare   è oggi molto più reale visto che  gli USA pensano di uscire vincenti e senza ossa rotte da uno scontro nucleare che sia grande  o limitato.
I segnali ci sono tutti: dal dotare la flotta del comando strategico nucleare,(  formata dai vecchi B52 e  i bombardieri invisibili B 2  e B- 21)  con oltre 1000 Long Range Stand Off Weapon(LSRO) , sostituendo le vecchie bombe a caduta libera e i missili di crociera  AGM-86 ALCM. Una decisione che ha fatto felice e  dato fiato alle imprese coinvolte , le solite Locheed Martin e la RATHEYON.
 L’altro allarmante  segnale  che troviamo nella neo- dottrina trumpiana nucleare  è l’avvio di un programma di riarmo delle unità navali con quei missili da crociera con testata nucleare che  OBAMA aveva fatto ritirare entro il 2013.
 Gli aggiornamenti della deterrenza strategica
SSBN  e SLBM  Sostituzione dei vecchi sommergibili lanciamissili OHIO con 12 della classe Columbia a partire dal 2031, con la felicità della capocommessa la General Dynamics Electric Boat che ha firmato un contratto di progettazione per 5,1 miliardi di dollari, il 21 sett 2017. Nel frattempo i sommergibili Ohio saranno ammodernati. Ricordo che ogni sommergibile ha ben 20 pozzi di lancio in uso su 24 disponibili  ( ironia sulla chiusura per trattato degli altri 4) e che ogni missile  può trasportare almeno 5 testate nucleari da 100 kton  a 474 Kton, quindi come minimo  sono 100 bombe atomiche lanciabili.
ICBM
La forza di ICBM a terra è di 400 missili LGM-30 Minuteman III con testata unica da 350 kton,(ma non si esclude anche di 474 kton)  e disposti in pozzi corazzati in almeno tre stati. Esiste un programma  Ground Based Strategic Deterrent che prevede  la sostituzione dei Minuteman III a partire dal 2029 ( programma iniziato nel 2016, uno degli ultimi atti di Obama e 2 ditte  Boeing e Nortrop Grumman,  il 21 agosto 2017 hanno ricevuto contratti per  349 e 329 milioni di dollari , per cominciare . In ogni caso l’USAF (Aviazione)  stima un costo di  63 miliardi di dollari per questo programma.


Bombardieri pilotati : l’amministrazione OBAMA lanciò nel 2011  il programma per il nuovo bombardiere strategico B-21 RAIDER che dovrebbe entrare  in linea entro metà anni’ 20  con un requisito minino di 80-100 aerei  e che dovrebbero vedere sostituiti come già detto precedentemente i 528 missili da crociera con 1000 LRSO.
L’armamento non strategico, ovvero della guerra nucleare dolce e più  facile da scatenare.
Quelle che sono  definite  bombe nucleari tattiche  sono le B61  con potenza minima a 0,5 kton, montate sugli F-15 usaf  e sugli aerei degli altri paesi ( Italia compresa) con il sistema dela doppia chiave (Nuclear Sharing) NATO.   Ebbene  la dottrina NPR  annuncia due  novità:
 1)verrà sviluppata una versione di bomba  a testata a bassa potenza anche per i  sommergibili nucleari e che “ servirà a garantire un’opzione di risposta immediata in grado di penetrare difese avversarie  e contrastare la percezione del nemico che vi sia un punto debole nella capacità USA di garantire il deterrente regionale”.
 2)Come già accennato il ritorno di missili da crociera a testa nucleare sulle unità navali che era stata ritirata da OBAMA.
La cosa peggiore è che la NPR ufficializza che tale riarmo è fatto su unità che non hanno bisogno di coivolgere altri paesi e quindi gli USA se decidono di usarle lo fanno con la loro solo responsabilità e quindi  gli altri paesi , Europa in primi,s possono anche dissociarsi per evitare ritorsioni, tanto gli USA se ne fottono di loro!.
I soldi
Stiamo parlando di costi proibitivi per il programma di riarmo nucleare e il Congressional Budget Office stima 1.200 miliardi nei prossimi 20 anni,  escludendo tutti gli aumenti possibili in corso d’opera. Parliamo di  circa l’1 per cento del bilancio federale ma se pensate che il programma di riarmo nucleare di Regan  rappresentò il 3,7 per cento del bilancio dello Stato ed addirittura nel culmine degli anni della Guerra fredda, gli anni 60,  le armi nucleari assorbivano  quasi il doppio, sembra addirittura una riduzione …
Come reperire i soldi? Ebbene, stravolgendo l’assunto tradizionale del partito repubblicano, quello di spingere per il pareggio di bilancio, l’amministrazione Trump, come Salvini, dice” me ne fotto, stampo dollari falsi!” , prevedendo un deficit di bilancio di 7.000 miliardi di dollari.
 Guerra nucleare o no
 Leggendo la dottrina NPR 2018 vi sono aspetti tanto inquietanti che, leggendola il “Bullettin of Atomic Scientist” ha  riportato in avanti di 2  minuti rispetto all’ora X delle lancette dell’orologio che segna l’inizio dell’olocausto nucleare e della fine del nostro pianeta e dell’umanità. - Troppi gli aspetti che fanno pensare che nelle ambiguità delle formulazioni di impiego dell’atomica,sia strategica che tattica,  gli USA  prevedano di poter usare quel minino nucleare per piegare Stati come la Russia  e farli scendere a miglior ragione piuttosto che rispondere per un attacco nucleare” limitato degli USA in Siria o in Crimea con un contro attacco nucleare contro forze USA e quindi scatenare l’Olocausto. Un ambiguità condannata dallo stesso Putin , con il discorso del 1 marzo 2018 alla DUMA  che ha detto che non accetterà l’esistenza di un mondo senza la Russia come grande potenza e quindi prevedendo come risposta l’Olocausto.
 A detta di tutti gli esperti la nuova dottrina americana  va nel senso di condurre il mondo su un baratro   nel quale cadendo non si risolleverebbe mai.
ANTONIO CAMUSO  per L’OSSERVATORIO SUI BALCANI DI BRINDISI   ( Nuova Siri settembre 2018)



venerdì 24 agosto 2018

Brindisi: festa patronale a rischio per linea dura di Salvini sugli sbarchi?

Brindisi:La linea dura di Salvini sui migranti mette a rischio la festa dei Santi Patroni.

(La cronaca di poca fantasia  di Antonio Camuso)

 

Processione a mare  e sbarco dei santi patroni vietati?.

In grave difficoltà il neo-sindaco Riccardo Rossi e la sua  giunta di sinistra.

Il rischio della presa in ostaggio dei santi patroni.

Dalla curia trapela  la richiesta di aiuto del vescovo Caliandro a Papa Bergoglio



 

Brindisi 24 agosto 2018. A poco meno  di una settimana , l’evento  più atteso della festa patronale della città,  che  nel 1991  stupì il mondo per l’accoglienza tributata a 20.000 albanesi in fuga dal loro paese, rischia di essere annullato per mano di un ministro in guerra contro l’immigrazione clandestina. 
I fatti
Da indiscrezioni  trapela che l’intera vicenda sia stata innescata da una direttiva  del Ministro dell’Interno Salvini  che imponeva a tutte le questure e le prefetture di avvisarlo di ogni notizia riguardante possibili sbarchi  di  migranti o richiedenti asilo .
In ottemperanza  a tale direttiva,il ministro veniva a conoscenza che in occasione delle feste patronali,il prossimo  sabato due settembre su una nave della Guardia Costiera Italiana sarebbe sbarcato  nel porto di Brindisi, un certo Teodoro di Amasea in compagnia con un non meglio specificato San Lorenzo da Brindisi,  e con la compiacente presenza del neo-sindaco Rossi e il vescovo Caliandro.
 La nota riportava che il Teodoro di Amasea risulta essere un cittadino di origine armena, in fuga dalla Turchia perché  perseguitato ( sino al martirio)  per il suo credo religioso e che è ospite quasi tutto l’anno presso  la Cattedrale della città, godendo di un permesso di asilo temporaneo di cui però non vi è traccia presso  la locale Polizia di Stato. Il su citato richiedente asilo Teodoro d’Amasea sistematicamente , allo scadere del suo permesso di soggiorno, ogni  fine agosto viene allontanato dalla città  ma , rientra poco dopo grazie all’aiuto e alla connivenza  di un certo San Lorenzo da Brindisi,venerato quivi come un boss, come lo attestano le migliaia di brindisini che portano il suo nome.
La cosa allarmante che questo rientro illegale avviene su una nave della Marina Italiana , a spese dei contribuenti e accolto da un tripudio di folla su quel lungomare , che nel lontano marzo1991 vide attraccare le carrette degli albanesi. 
La reazione di Salvini
Alla lettura di questo rapporto sembra che al ministro castigamatti sia quasi venuto un infarto ed ha urlato su facebook:
“-Ancora sbarchi???!!! Ancora una volta la Marina Italiana si presta a fare il taxi del mare alle spese degli italiani che pagano le tasse??!!!  Ora ci sono io e dico che  nessun extracomunitario può sbarcare senza una mia autorizzazione e chiunque sia complice del traffico di migranti  sarà severamentre punito!Peggio che mai a Brindisi!!!"-
Lo scontro con Riccardo  Rossi e la sua giunta anti-sovranista
Sin dal primo giorno delle sue elezioni il sindaco Rossi sapeva che  da un governo cinquestelle-Lega  di colore e ideologicamente opposto alla sua giunta non avrebbe avuto vita facile, ma non si aspettava che lo scontro iniziasse così presto e proprio sul tema religioso, poco consono alla sua storia politica.
Le parole del ministro caccia migranti parlano chiaro:
“-Dopo aver avuto la copertina sull’Espresso ora questo Rossi pensa di sfidarmi? Me l’aspettavo, da un  radical-chic , noglobal, Troskysta e cattocomunista, che si vuol far scudo della Chiesa per guadagnare consenso da quattro vecchiette bizzoche!  Se questo Rossi  vuol provocarmi con la complicità di un vescovo che si presta a queste sporche manovre, che io non ho paura di entrambi e se saliranno sulla nave insieme questo armeno, Teodoro di Amasea , provino poi a sbarcare, perché darò l’ordine di non farli scendere a terra!! !”-
Non ci sono Santi che tengono!!! 
Con queste parole il ministro ha eccepito al rilievo che il prossimo sbarco del richiedente asilo Teodoro da Amasea sarà in compagnia di un santo venerato a Brindisi, originario della stessa e dalle autorità civili e religiose: “-Non ci faremo intimidire e né faremo sconti a nessuno, anche se ha la fascia tricolore, la mitra vescovile o l’aureola del Santo!”-

Una città divisa
La città  appena si è sparsa la voce che la processione a mare  forse non avrebbe avuto luogo, si è divisa in due, per fasce di età, dove quella più anziana  è schierata  al fianco della Chiesa locale e del sindaco e la sua giunta  affinchè la processione a mare abbia luogo , mentre quella più giovane età e molto attiva sui social media, fb e twitter che dichiara il sollievo per l’abolizione di un  rituale antiquato e pieno di richiami catto-comunisti  e che vorrebbe che le spese della festa patronale fossero destinate al reddito di cittadinanza..
I dubbi dei complottisti sullo sbarco degli albanesi del 1991
Tra questi ultimi  vi è l’ala più dura locale degli esponenti dei due partiti di governo 5s e Lega,quella “complottista” che vuol promuovere una commissione d’inchiesta sulla “più grande bufala catto-comunista”:  lo sbarco dei 20.000 albanesi a Brindisi nel marzo 1991 e l’accoglienza fatta loro.

In tempi in cui il falso è ritenuto più autentico del vero, non stupisce che di questa opinione siano moltissimi giovani attivi sui social ma che non hanno vissuto quell'evento. L’idea comune tra loro è che foto  e video girati in quella occasione siano tutta una montatura costruita ad arte  per far sì  che Brindisi sia  ritenuta per tutti  i richiedenti asilo, clandestini, migranti economici ecc,  un “porto sicuro” e che tutti i brindisini  siano degli stupidi allocchi pronti ad aprire le porte e far sedere alla propria tavola  ogni morto di fame proveniente dai posti più disgraziati del mondo.
“ Prima di tutto i brindisini!” È lo slogan  della campagna di mobilitazione dei complottisti- sovranisti  giallo-verdi locali.
Lo sgomento in casa Rossi  e nella Curia.
Mentre il sindaco Rossi è trincerato  in assoluto silenzio, a parlare è  la moglie Paola Forina  che elenca ciò che metterà nello zaino del marito : un sacco a pelo, una coperta, un impermeabile , termos ed indumenti di ricambio per una lunga permanenza in quarantena nelle acque del porto di Brindisi, se il ministro Salvini darà corso alle sue esternazioni.
Negli ambienti vicini della Curia arcivescovile, forte è la preoccupazione per le possibili conseguenze sulla salute dell’anziano vescovo Caliandro, per una lunga permanenza all’addiaccio, in mezzo al mare, e già sofferente dalla caduta di cavallo nel giugno scorso durante la processione del “cavallo Parato”.  Un incidente  che lo ha indotto ad annullare  la cerimonia del prossimo anno  ma , che  se unito  a quanto si prospetta sul mancato sbarco dei santi Patroni, renderebbe  la città e la Chiesa locale, orfani di Santi che la possano aiutare dal Paradiso per risolvere i mille problemi che la affliggono. Per ora, sembra che sia partita una lettera al Papa Bergoglio , affinchè faccia opera di mediazione in questa intricata vicenda.

Antonio Camuso 
Brindisi (una città senza più santi in Paradiso) 25 agosto 2018

lunedì 4 settembre 2017

Stupro di Rimini : i molti quesiti irrisolti



Stupro di Rimini e i  molti quesiti irrisolti



Il caso è chiuso!, responsabili presi, procede la giustizia. 

Un sospiro di sollievo coinvolge una comunità ed una economia come quella della costa riminese, fatta di Turismo, spiaggia di giorno e  feste e divertimento la notte con tutti gli annessi e connessi che ogni località di grande attrazione si porta dietro e che hanno fatto di contorno a questa vicenda e dove  i soggetti, anche i più discutibili(legati allo spaccio e alla prostituzione)  non vedevano l’ora che finisse augurandosi il ritorno  alla “normalità”.  






A tirare il sospiro di sollievo  sono le forze di polizia e gli inquirenti locali , sottoposti a loro dire  nei primi giorni a “una pesante attenzione mediatica e relativo stress”.Lo hanno fatto   gli specialisti dello SCO  inviati in tutta fretta sotto la pressione  politica interna ed internazionale , visto che  ad avere subìto la maggiore violenza erano stata la coppia di giovani provenienti da una Nazione come la Polonia  che è il capofila del gruppo di paesi dell’Est del fronte del No all’accoglienza e al ricollocamento dei migranti/richiedenti asilo.
Una brutta grana per  i partiti di governo messi sotto accusa per le loro politiche definite troppo permissive nei confronti dei migranti, visto che sin dal primo momento si aveva la certezza che di originari dell’Africa  si trattava.
Ma l’intervento dello SCO era conseguente all’allarme sulle modalità dei reati commessi dal branco  e che facevano  pensare a qualcosa di potenzialmente pericoloso e ripetibile.
In un articolo pubblicato anche su Bellaciao/it  ( stupro di Rimini:applicare la legge internazionale sugli stupri etnici)  affermavo che  a mio avviso per come si erano svolti i fatti, quello non era uno stupro di branco normale ma aveva caratteristiche  paragonabili a quelli che vengono compiuti  giornalmente  durante le pulizie etniche,  in luoghi della terra afflitti da guerre e guerriglie particolarmente feroci , sia in Africa  che nel medioriente.
La sensazione di aver già letto da qualche parte quelle feroci  modalità mi lasciava però perplesso sull’origine che inizialmente  avevano indicato i media, quella magrebina . Solo al momento dell’arresto del’ultimo componente  e conosciuta la nazionalità ,  la mia memoria  riusciva a dare un senso a quella strana sensazione che mi aveva  pervaso sin dal primo momento e farmi esprimere in termini così indignati che qualcuno aveva  pensato ad una mia incredibile marca indietro  revisionista   sull’antirazzismo  e di una mia “troppo sensibilità” sullo stupro fatto dai “neri” rispetto a quello fatto dai bianchi occidentali.
Ebbene  quando  ho saputo che il capo branco , il maggiorenne  che comandava i tre minorenni era congolese,  ho ricordato dove avevo già letto tempo fa modalità identiche a quello stupro: si trattava di testimonianze di donne congolesi e del Ruanda  stuprate ammazzate, mutilate, e dove la sottomissione alla violenza era condizionata al gridargli in faccia  che le si voleva ucciderle, (I Kill You!  ripetuto durante il doppio stupro a Rimini) testimonianze che avevo letto anni fa, riprese da alcuni  religiosi  bianchi scampati ai massacri e agli stupri e come raccontassero come ad essere stuprate con particolare violenza erano state le religiose . Stupri  di queste modalità erano in particolare per riti di iniziazione dei “bambini soldato” minorenni rapiti  o forzatamente arruolati e che dopo averli riempiti di sostanze  psicotiche li si faceva  stuprare in branco le vittime delle scorrerie per prepararli ad altre più violente.
Sì,  di rito di iniziazione  si è trattato quello che si è svolto a Rimini e non una bravata di 4 giovani drogati , un po’ fuori di testa, un rito secondo modalità di luoghi dove queste cose sono la normalità e dal quale volenti o nolenti dobbiamo sapere  che chi giunge da noi  vi è anche  chi è stato testimone o  più o meno forzatamente partecipe.
Molti sicuramente grideranno allo scandalo  per queste mie parole ma credere che  da noi arrivino solo vittime  secondo il nostro punto di vista “ buonista”  sarebbe non accettare la realtà comprovata per esempio dei foreign fighters di tutte le milizie  che hanno sgozzato, stuprato, ecc in Siria ed in Iraq che rientrano in Europa. Chi va da loro a chiedergli quanta gente hai ammazzato  o stuprato lì? Nessuno, questo non vale solo da noi dove il fenomeno è limitato ma in tutta Europa , l’importante che non incomincino ad ammazzare qui!
Questo è il senso comune dei governati europei che hanno a che fare con un fenomeno al quale hanno anche contribuito direttamente e poi gli è sfuggito di mano.
 Addentrarsi su questo discorso ci porterebbe a sollevare in noi troppi dubbi  sul nostro operato quotidiano  e quello di tutti coloro, laici e religiosi ,  che lavorano con tanto sacrificio, impegno ed amore ad accogliere e aiutare che si presenta alla nostra porta.
 E’ vero !,  per noi ,  essi  sono solo esseri umani che ci chiedono di aiutarli,  indifferentemente che dal luogo di origine siano stati vittime o carnefici di altri esseri umani, ma credere che  il loro  percorso esperienziale possa cancellarsi automaticamente una volta giunti in Italia/Europa è pia illusione, come pia illusione anzi, peccato di superbia,  è  quello di credere che dando loro da bere o da mangiare, in cambio  si possa espropriarli di  un’identità culturale  che non è riducibile a quella  che  mettiamo in pubblico durante feste e banchetti multietnici, no, essa è più complessa  e su questo va fatta una grossa riflessione tra chi opera nel volontariato in questo settore per “integrare” i migranti.
Domande che preferiamo non  farci mentre ci occupiamo di trovare loro una casa, un lavoro, una scuola, assistenza sanitaria , ma che oggi  purtroppo proprio  gli operatori di quella cooperativa che aveva seguito il  “congolese” si fanno, esterrefatti che tra le centinaia di giovani che loro hanno seguito,  proprio quello che sembrava più “integrabile” abbia compiuto quei reati ed oggi aggiungo io dinanzi al giudice continui tranquillamente a negare senza nessun pentimento.
Un grosso sospiro di sollievo dobbiamo farli tutti  per il loro arresto, poiché se rito di iniziazione si trattava, visto che era il continuo in crescendo di un precedente tentativo, quel gruppo presto avrebbe marcato il territorio forte dell’impunità acquisita, con altri e sicuramente più gravi reati, con il rischio di possibili   emulatori e competitori  in quel territorio dove  la concorrenza sul controllo dello spaccio e della prostituzione è forte.
Si sta creando una nuova prima generazione di nuovi italiani  pronta a gesti eclatanti?
Quello che nessuno oggi vuol mettere in risalto,  pena il  lanciare segnali allarmistici, sul tema terrorismo e fomentare altre ondate di razzismo , sono tutte le modalità di costruzione di quel branco fotocopia  di altre che noi abbiamo sentito raccontare in  vicende terroristiche recentissime,  dove fratelli e cugini spesso di origine magrebina  e spesso minorenni  e pregiudicati per reati connessi a droga o piccoli furti , nati  e cresciuti  in un paese europeo( Francia , Spagna , Germania, ecc),  sotto la guida di un capo  branco invece di andare a fracassare una bottiglia in testa ad un trans o stuprare una turista“bianca”, si lanciavano con  un camion contro folle di poveri turisti  o li ammazzavano  a colpi di coltello o di mitra. . In questo caso abbiamo avuto una grande fortuna  che  a comandare il branco fosse invece quel congolese, che a suo dire si era pure convertito a una setta cristiana, e non il solito imam.
Ma saremo sempre così fortunati? In ogni caso questo è il segnale che si sta già formando  a nostra insaputa una prima generazione di italiani acquisiti che per ripulsa generazionale, disagio  o irretimento da velenose sirene terroristiche jihadiste possano emulare quello che altri loro coetanei  hanno fatto in altre parti di Europa?
Ci auguriamo che ciò non avvenga ma  per ridurre questo pericolo occorrerà un grande sforzo comune e una revisione  di nostre molte certezze …
Antonio Camuso
Osservatorio sui Balcani di Brindisi
Brindisi 4 settembre 2017